Come mai si chiama “pinta”?
Quando abbiamo lanciato La PinTA, il marchio di birre agricole e biologiche di Da Pino e Pizzalonga Away, abbiamo preso spunto dalla famosa unità di misura. La pinta è infatti da sempre associata alla birra, tanto da dare il nome anche ad un tipo di bicchiere. Ma qual è la storia di questa unità di misura?
L’origine della pinta
L’unità di misura “pinta” ha origini antiche ed è stata utilizzata in diverse culture per indicare un volume di bevanda. La parola “pinta” deriva dal latino “picta”, che significa “dipinta” o “marcata”, in riferimento alle antiche marcature o segni utilizzati per misurare liquidi.
La pinta più nota è probabilmente quella imperiale, che è utilizzata in gran parte dei paesi anglofoni. Nel Regno Unito, la pinta imperiale è ufficialmente definita come 568,26125 millilitri. Questa misura è stata standardizzata nel 1824 per sostituire misure regionali precedenti.
Negli Stati Uniti, la pinta è stata utilizzata fin dai primi giorni della colonizzazione, ma è stata formalizzata durante il periodo della colonia della Nuova Inghilterra. Oggi gli USA definiscono legalmente la pinta a circa 473 ml.
La nostra PinTA
Abbiamo preso ispirazione da questa unità di misura per dare un nome alla nostra PinTA, disponibile in 4 varianti:
- La PinTA Bionda: birra chiara con luppolatura leggera, un amaro appena accennato e predominante gusto di malto.
- La PinTA Rossa: birra ambrata dai riflessi rossi, dal profilo caramellato accompagnato da sentori di liquirizia.
- La PinTA IPA: birra ad alta fermentazione con più malti sapientemente dosati caratterizzata da una miscela di luppoli, aggiunti anche in dry hop, che le conferiscono un profilo da IPA tradizionale.
- La PinTA Bianca: birra in stile blanche con malto d’orzo e malto di frumento, leggera e dissetante, caratterizzata dalla presenza di bucce di agrumi e coriandolo che le donano un gusto fresco e speziato.
Trovi la PinTA in tutti i ristoranti DaPino e locali Pizzalonga Away.